L’auditorium del Parco della Musica, tra Villa Glori e il Villaggio Olimpico, comprende un’area di 55000m². E’ stato costruito tra il 1995 e il 2002 con lo scopo di riempire quell’anonimo buco al centro della capitale italiana. Nel 1993 fu istituito un concorso per l’assegnazione del progetto, vinto l’anno seguente da Renzo Piano e la sua partner-ship. La costruzione venne interrotta nel 1995 a causa del ritrovamento di un’antica villa romana, ripresa solo a cavallo tra il 1999 e il 2000, e finalmente terminata nel 2002. Nello stesso anno vengono inaugurate le sale da concerto e nei primi mesi del 2003 il progetto viene ultimato. La struttura principale del complesso è composta da tre edifici, le sale da concerto, a forma di scarabeo poiché Piano voleva collegare musica e natura. Sono disposte a raggiera intorno alla cavea e tutte le sale dell’auditorium sono collegate dal foyer che svolge funzione di atrio. Oggi è anche la sede di rassegne di teatro e mostre, incontri fra gli autori e ogni anno si tiene il Roma Fiction Fest. Le tre sale sono la Sala Santa Cecilia, la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi. La Sala Santa Cecilia, in onore della patrona della musica, è la più grande delle tre e si differenzia dalle altre per la vastità del palcoscenico e per la copertura del soffitto, formato da 26 gusci in legno di ciliegio. Il palco è semi-centrale rispetto all’intera sala e circondato da gallerie a sbalzo tutt’intorno, dando la possibilità agli spettatori di “comunicare” a 360° con l’orchestra. Questa sala, progettata per musica classica ma utilizzata anche per ospitare altri tipi di eventi, è conosciuta in tutta Europa per le sue particolari caratteristiche di riverberazione, ovvero la riflessione dell’onda sonora da parte di un ostacolo posto davanti alla fonte. La Sala Sinopoli è la sala mediana dell’auditorium ed è stata intitolata al maestro Giuseppe Sinopoli. L’aspetto più importante è l’adattabilità dello spazio in funzione del numero di esecutori e del comportamento acustico richiesto dalla situazione. L’interno è esteticamente più sobrio, con pareti e controsoffitto perpendicolari e l’unica galleria presente si estende su tre lati della sala. La Sala Petrassi è la più piccola, intitolata al maestro Goffredo Petrassi dopo la sua morte nel 2003, all’epoca però era ancora nominata Sala Settecento dai posti a sedere. Il repertorio musicale della sala comprende musica lirica, jazz e spettacoli di teatro, di danza e qualche volta la proiezione di film. Per necessità teatrali sono stati realizzati la fossa d’orchestra e le pareti laterali del palco semoventi per ricavare spazio ai lati per l’ingresso degli attori. Possiamo trovare anche il Ponte della Musica (solo pedonale), ideato nel 1929 ma realizzato solo negli anni 2008-2011, che collega il complesso con l’altra sponda del Tevere; ha un aspetto moderno e futuristico, per la sua struttura ad arco bianca in ferro, progettata da due architetti-ingegneri inglesi, Buro Happold Engineering con Kit Powell-Williams Architects e insieme alla Società Carlo Lotti e Associati.

di Anna Giulia Giordano, Chiara Massini, Maria Carla Leone e Rossella Garino

III Secondaria Petranova International Institute

Fonte immagine: https://www.agb.it/it-it/realizzazioni/auditorium-parco-della-musica

2019-03-25T13:25:14+00:0025-03-2019|Canto-Musica, Zone-Aree urbane|0 Comments

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