Storia urbanistica di Roma

di Chiara Massini e Giorgia Limone   •   5 dicembre 2017

Una mattina uscii di casa e percorrendo la via decisi di sedermi su di una panchina, mi misi ad osservare un gruppo di operai che stava lavorando , scalpellando i sampietrini e travolta dalla stanchezza e dalla noia in un attimo mi addormentai. Mi svegliai di soprassalto e mi accorsi di essere in un altra epoca , ero circondata da carri trascinati da buoi e centurioni, non c’erano più autobus e taxi così mi alzai e chiesi a uno dei soldati lì presenti delle spiegazioni; lui mi rispose dicendomi: “Ao ma che sei straniera, sei Barbara?” ed io un po’ seccata risposi: “mah veramente io sono Chiara!” e lui controbatte dicendo: “no n’hai capito sei Barbara, sei Unna?” io cercai di spiegargli ciò che mi era accaduto e lui mi rispose: “aaaa er sampietrino, questa è na particolarità de Roma nostra, viè co me che te faccio vede un po’ de cose!” Iniziammo a girare per la città e cominciò a parlarmi di uno schema basato su due assi perpendicolari: IL CARDO MASSIMO e il DECUMANO MASSIMO al loro incrocio sorgeva il foro… e lui : “qui se svorgono tutte le riunioni politiche e s’amministra la giustizia solo che adesso nun ce sta nessuno perché stanno tutti a magnà”. In seguito mi parlò della fondazione di Roma e quindi del leggendario solco di Romolo con lo scopo di fare da confine . Mi descrisse le  “mure serviane”, cinta muraria di 7 km, che protessero Roma per più di 150 anni. Cominciò a parlare: “devi sape’ che qua semo tanti infatti l’imperatore ha deciso de dividece in 14 regioni, prime le riconoscevamo co i numero mo c’hanno messo i nomi io nun me ricordo manco er mio!” Lo salutai e tornai alla mia panchina, mi addormentai di nuovo e mi risvegliai ,accorgendomi di essere nel Medioevo.

Allora andai incontro ad un cavaliere che mi aiutò e mi parlò delle chiese che avevano preso il posto delle grandi “Domus” e dei saccheggi che portarono alle “macchie” , i fenomeni di distruzione urbana. Lo salutai ringraziandolo e tornai nuovamente alla mia postazione.

Finalmente pensai di essere ritornata a casa ma quando aprii gli occhi mi ritrovai in epoca Barocca c’era un gran lavorio , operai che riparavano le strade, gli acquedotti, i ponti Romani ed anche le “mura aureliane”, chiesi ad un passante e mi disse: “eh si fiola bella so tornati a papi a Roma semo nel 1417 questa è opera di papa Niccolò V, se te fai un giretto vedrai che il mausoleo dell’imperatore Adriano è diventato castel Sant’Angelo, il Phanteon è diventata una chiesa e il Campidoglio la sede Municipale. Tutta l’Europa ci guarda e Michelangelo sta facendo grandi cose a San Pietro”. lo guardai all’improvviso starnutii e mi ritrovai per l‘ennesima volta sulla mia amata panchina con gli operai che avevano finito di sistemare i Sampietrini questa volta… che fatica!!

2018-04-12T16:21:01+00:0010-12-2017|Artisti-Culture|0 Comments

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